Oltre le rovine

L’inazione è rifiuto del mondo nella sua modernità infeconda, ultimo sonno della coscienza.

Eoni di tribolazione l’hanno destata, scintilla ostinata nel fango; eppure l’occhio, nato per prodigio, passa cieco sul miracolo del giorno.

La nascita di un’idea aspetta.

Mondo, recidi i tuoi vincoli, sorgi dal ventre delle nostre rovine. Fa’ dell’errore la tua soglia, dell'acquiescenza la ragione del risveglio; incendia il volere in noi.